The Storm Of Silence

“Erano quasi tre anni che il il coraggioso cammino di Alessandro Tedeschi intrapreso con Glacial Movements sembrava essersi arrestato. La label tutta italiana che racconta per mezzo delle sue sonorità soundscapes artici e paesaggi glaciali è riuscita a portare a partire dal 2006, anno della sua fondazione, il livello della produzione ambient-drone ad un eccellente livello. Negli anni il catalogo si è arricchito di nomi come Mick J Harris (Scorn, Lull), Rapoon (cofondatore del progetto SOVIET:FRANCE), Francisco Lopez (attuale curatore del SONM), Loscil, Bvdub, Aidan Baker e Retina.it.

Nell’attesa della prossima uscita (in catalogo per la neonata serie Iceberg) a firma Justin Broadrick e Diarmund Dalton, con “The Storm of Silence” Alessandro mette a segno un altro colpo portando nella sua scuderia (per la prima volta  al lavoro insieme ) Dirk Serries e Chihei Hatakeyama.

Il belga Dirk Serries, noto nell’ambient old school con il moniker Vdna Obmana, con i suoi 30 anni di esperienza ci ha ripetutamente  condotto con i suoi soundscape cerebrali nei più oscuri meandri sonori guidando le nostre menti tra stratificazioni dark-ambient e polveri cosmiche.

Ancora una volta Dirk, con il supporto del sound artist nipponico Hatakeyama, lasciando da parte dipinti eterei e mondi fluttuanti  ci prende per mano e ci conduce verso i lontanissimi mondi artici attraverso quello che, in contrapposizione ad una retorica e a dei canoni formali/accademici sempre più diffusi in certa ambient nostrana, può essere descritto come una sorta di impressionismo elettronico, impressionismo che appare allo stesso tempo concreto e controllato.

Nelle quattro tracce che compongono la release il gusto per lo sviluppo di forme rarefatte di Dirk Serries è bilanciato e trasfigurato da Hatakeyama in allegorie sonore che prendono vita nei layer di synth strings che si sovrappongono e si combinano in modo particolare ed evidente nelle armonie delle tracce “Uvaer” e “Fryst“.

“Kulde” e “Hvit” sottolineano la lontananza dell’immaginario artico aprendo e chiudendo rispettivamente la strada verso lungo viaggio restituendo all’ascolto l’impressione che il ghiaccio e la nebbia prima o poi si dissolvano in nuvole che si muovono lentamente in un cielo azzurro spazzate da brezze leggere che soffiano delicatamente su pacifici e paradisiaci scenari dai toni azzurri e incontaminati.

In generale i lavori che compongono la release non presentano mai modifiche, cambi o variazioni  improvvise, né scossoni che distraggano e distolgano dal viaggio onirico che i suoni prefigurano.  Invece di sfociare in una banale piattezza questa apparente uniformità sonora sembra un invito a continuare a sognare, avvolti dal calore delle armonie sintetiche, arcipelaghi caraibici oltre il circolo polare artico.

Ben vengano le lunghe pause se il ritorno di una realtà come Glacial Movements viene segnato da una conferma come quella che The Storm of Silence costituisce, con la sua simbiosi tra due artisti all’apparenza così distanti fisicamente e artisticamente, conferma che arriva tra l’altro alla vigilia del decimo anniversario dell’etichetta romana. Insomma Alessandro sembra proprio aver deciso di rinnovare e continuare, con il giusto piglio, la sua sfida tra i ghiacci.” Frequencies – Italy

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